lunedì 23 novembre 2009
sabato 21 novembre 2009
Il ritorno della nonnetta in bolletta

Oggi su Repubblica.it, domani chissà
Eccola, con le sue immancabili monetine in mano (sono ancora lirette d'antan, beninteso), l'intramontabile nonnetta in bolletta campeggia come foto di repertorio nell'altrettanto intramontabile articolo sulla crisi economica (o sul caro-spesa, o sulle pensioni minime). La sua origine si perde nella notte dei tempi. Come sarà arrivata a conquistare il posto numero uno nella maggior parte degli archivi dei giornali italiani? E' la nonna di Paolo Mieli? E' un'antica amante di Scalfari? E' il primo amore di Berlusconi? Sia come sia, i giornalisti italiani le sono affezionati da generazioni e generazioni. Quanto sentonole parole crisi, supermercato, prezzi alle stelle, nuove povertà, immediatamente volano col pensiero a lei. I vecchi redattori ne tramandano l'immagine ai nuovi assunti, ne decantano le virtù agli stagisti: 'Hai uno spazio bianco da riempire? Non trovi la foto adatta al tuo pezzo? Rivolgiti a lei con fiducia, non ti tradirà'. Ormai anche tanti lettori la amano e la stimano. Vorrebbero finalmente vedere il suo volto stilizzato accanto alla sua firma 'Nonnetta in bolletta' nella colonna dei commenti...
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mercoledì 18 novembre 2009
Sinergie
Stamattina su una tv locale forlivese il principale anchorman (che è anche addetto stampa dell'aeroporto) conduceva un programma d'informazione ospitando il segretario provinciale del Pdl. Principale tema: l'aeroporto. L'esponente del Pdl si diceva favorevole alla privatizzazione ma 'senza dare nulla in cambio ai privati'. Traduzione: no alla concessione di aree edificabili a fianco del Ridolfi, a quanto pare tema caro al principale alleato del Pdl, la Lega Nord, sostenitrice della privatizzazione tanto da votare in Provincia assieme al Pd.
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Forlì
giovedì 12 novembre 2009
La Ministronza!
Così il Corriere della Sera presenta il libro a fumetti sulla ministra dei giovani Giorgia Meloni:
Sulla copertina compare la versione fumettistica della Meloni nelle fogne accanto a un topo, mosche e scarafaggi. Accompagnata da un testo per niente criptico: «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne». Nelle storie, spiega il Secolo, «la ministronza parla in greve dialetto romano, non si lava, passa tutto il tempo parlando con topi e facendo sesso con suoi ammiratori dediti a perversioni dannunziane».
Mai letta una pubblicità più efficace: corro in edicola!
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lunedì 9 novembre 2009
Influenza A: pandemia giornalistica?
I giornali, come sempre, hanno milioni di colpe (soprattutto quella di rimanere costantemente alla superficie dei problemi, ma la tv mi pare pure peggio). Mi sembra però che il povero viceministro alla sanità ci stia mettendo molto del suo: basterebbe rileggersi le contrastanti e allarmistiche dichiarazioni delle ultime settimane (che avrebbero dovuto fare i giornali? Non riportarle? Censurare per non allarmare la gente?). Il paragone con il caso dell'aviaria è abbastanza centrato (l'ho vissuto in pieno vivendo e lavorando a Forlì, capitale dell'avicoltura). I milioni di vaccini per una pandemia che non c'è mai stata li comprò Storace, non i giornali... In quanto al quotidiano bollettino sulle morti, è vero. L'influenza stagionale fa sicuramente più vittime ma di solito non se parla. Perché? 1) perché le autorità non divulgano le notizie 2) perché indubbiamente i cittadini non parlano d'altro, e non credo sia psicosi indotta dai media, i fenomeni nuovi (e qui certo c'è la responsabilità dei media nell'informazione carente) generano inevitabilmente più inquietudine. La tesi del complotto (tutti generano allarme per favorire la paura e svolte conservatrici...) esposta così fa francamente ridere. Una chiavi per cercare di comprendere il problema è, a mio avviso, la paura di assumersi responsabilità precise da parte delle autorità politiche e sanitarie. Mi spiego: dinanzi a un pericolo (pandemia: vera o presunta?) si sceglie l'ipotesi di lavoro più catastrofica, si genera allarme e si approntano (più o meno bene) misure d'emergenza affinché nessuno possa mai imputarti di aver sottovalutato il problema. Un caso di scuola è l'allarme meteo per la Protezione civile diramato dalle Prefetture: ai giornali ne arriva in media uno alla settimana... non si dica mai che il prefetto non aveva avvertito del pericolo!
modesto commento a un'interessante discussione animata ancora una volta nel bar di Mantellini
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sabato 7 novembre 2009
Mutant pop
La prima pagina del Resto del Carlino aspramente criticata in rete per l'allarmismo stile Resident Evilvedi Manteblog
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